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  mario gelardi
Il Blog del drammaturgo e regista Mario Gelardi
 
 
 

16.06.2007

SI CAMBIA
http://mariogelardi.blogspot.com/ A CAUSA DEI RIPETUTI PROBLEMI DI GESTIONE DELLA PIATTAFORMA DI EXITE HO DECISO DI CAMBIARE. DA OGGI TROVERETE IL MIO BLOG A QUESTO INDIRIZZO. http://mariogelardi.blogspot.com/

  ore 09:34 [ ]
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24.04.2007

DIARIO DI BORDO 7

Negli ultimi mesi sono stato oggetto di alcuni attacchi personali su un sito di teatro.

Più che attacchi li definirei insulti, uno per tutti è stata definita una pastetta napoletana la vittoria del Premio Ustica. Questo è solo uno dei tanti, gli altri sono tropo spiacevoli per essere riportati.

La considero una cosa davvero singolare, soprattutto perché se sono conosciuto in un ambito napoletano e comunque, ristretto ad una certa tipologia di teatro, non pensavo di essere così fastidioso a livello nazionale.

E vero partecipo a molti premi di drammaturgia e qualche volta mi capita pure di vincerli, ma non lo faccio perché considerò il teatro una competizione, ma perché spesso, questi premi, mi danno la possibilità di andare in scena, cosa vitale per un autore teatrale.

Con il concretizzarsi del progetto Gomorra legato a Roberto Saviano, non ho dubbi che gli attacchi personali, aumenteranno. Non importa ho le spalle forti, mi propongo solo di difendermi,  non ho intenzione di attaccare. Come dice il mio amico Antonello Cossia, noi siamo artigiani del teatro, non abbiamo la fortuna di essere stata indicati come geni a trenta anni, io di anni ne ho quasi quaranta e per quello che sono riuscito a fare devo ringraziare davvero poche persone. Troppo poche!

  ore 18:39 [ ]
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15.03.2007

DIARIO DI BORDO 6

E iniziato il mio percorso che mi condurrà a fine ottobre a portare in scena il libro

di Roberto Saviano Gomorra.

E il viaggio è iniziato con una serie di provini che ho fatto insieme a Giuseppe M. di Mauro

al Teatro Mercadante.

Ho visto una trentina di ragazzi giovani, alcuni dei quali molto interessanti.

Purtroppo però cerco solo due ruoli.

Nel frattempo stiamo cercando anche il protagonista dello spettacolo, cosa tuttaltro che semplice.

  ore 12:21 [ ]
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22.02.2007

Quattro

Una Fila di testimoni racconta Napoli con molta emozione

 

E una prova di coscienza e di maturità intellettuale: storicamente gli entusiasmi, ma soprattutto le crisi, hanno subito trovato a Napoli eco e rispondenza in teatro. Ce lo confermano Mario Gelardi e Giuseppe Miale di Mauro, due giovani autori impegnati, riversando in Quattro il loro orrore per un emblematico fatto di cronaca: la casuale uccisione di una ragazza quattordicenne in strada per un errore della camorra in un regolamento dei conti. Ed è originale il loro approccio al fatto criminoso che non  sincentra sulla vittima ma, con lesplodere di un flashback, segue la storia e le crisi di quattro persone che in modi diversi hanno intersecato la vita della povera Annamaria. Quindi nella scena vuota, davanti ad un simbolico fondale di vetrine astratte ideato da Roberto Crea, emerge il monologare di questi testimoni alle prese con personali drammi destinati a prendere diversi rilievi quando a pagare sarà la casuale innocente di passaggio. E con la regia emozionale di Paolo Zuccari, danno vita al dramma Dalia Freudiani, Daniele russo, Angela De Matteo, Bruno Tramice.

La Repubblica Franco Quadri

  ore 13:25 [ ]
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24.01.2007

Un breve consuntivo

PRESENTE INDICATIVO

 

Un breve consuntivo.

 

Si è conclusa dopo due settimane di appuntamenti, la seconda edizione di Presente Indicativo, teatro e cronaca raccontano il presente.

La rassegna si è sviluppata ospitando due reading, tre spettacoli e quattro incontri. Tra gli incontri, particolarmente ci piace ricordare quello con Paola Melone, vedova di Stefano Melone, militare morto a causa delle inalazioni dovuti alluranio impoverito, incontro succeduto allo spettacolo Morire di Pace di e con Sara Greco; ed ancora lintervista di Conchita Sannino con Adele Parrillo, compagna di Stefano Rolla, regista morto nei tragico attentato a Nassirya. Adele in quanto compagna e non moglie, non ha ricevuto, non solo, alcuna pensione o sostegno economico da parte dello Stato, ma nemmeno alcun riconoscimento morale.

Al Pozzo e il Pendolo si è tenuta la seconda edizione de La Ferita, autori contro la camorra, anche questanno gli autori impegnati sono stati, Calvino, Gelardi e Miale di Mauro, Meola e Russo. La serata è stata connotata da un intervista con il procuratore aggiunto antimafia Lucio di Pietro, ed un incontro con Maria Franco, docente dellistituto Minorile di Nisida.

Tra gli scrittori incontrati ricordiamo Valeria Parrella, intervista da Noemi Cacace, la Parrella schietta e simpatica, ha raccontato il suo percorso di scrittrice, la serata è stata caratterizzata dalla lettura di due suoi racconti a cura di  Tina Femiano e Daria DAntonio.

Ci è dobbligo ricordare lo spiacevole incidente accaduto a Milena Costanzo, interprete di Esta bien, lattrice Veneziana è stata vittima di un violento scippo, è stata trascinata da un motorino per alcuni metri, riportando escoriazioni  ed un trauma cranico. Ci sembra particolarmente rappresentativo che, una rassegna che si propone di creare una coscienza oltre che teatrale anche civile , sia stata connotata da questo avvenimento così violento.

Le fatiche di questanno sono state ripagate dallattenzione del pubblico, in particolare in serata come quelle di Auti nostro Figlio del tricolore e Antica Babilonia e con la partecipazione ancora una volta accalorata che cè stata per La Ferita.

Siamo consci che il progetto e da migliorare, ma ringraziamo ancora tutti quelli che hanno collaborato in maniera assolutamente volontaria alla rassegna, le giornaliste Conchita Sannino e Noemi Cacace, le organizzatrici Gioia Miale e Mariagiavanna Grifi, i teatri Il pozzo e il pendolo ed Elicantropo e tutti gli ospiti e le compagnie partecipanti.

 

 

  ore 13:39 [ ]
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14.01.2007

DIARIO DI BORDO 5

E finalmente iniziato il festiva, organizzare questa edizione è stato molto impegnativo.

Particolarmente interessante ed intenso è stato lincontro con Paola Melone, vedova di Stefano Melone, militare morto a causa delle inalazioni di uranio impoverito, respirato durante le sue operazioni di bonifica in Somalia e Kossovo.

Paola dopo la morte del marito, ha portato avanti la sua battaglia contro lesercito, riuscendo, caso per ora unico, ad ottenere la causa di servizio, con un risarcimento economico, anche se non adeguato.

La cosa che mi ha colpito è stata la semplicità di Paola, il suo essere madre e compagna, il suo portare avanti una battaglia a nome del marito.

La cosa che mi ha di più rattristato è che, anche questa volta, i giornalisti napoletani, hanno dimostrato la loro miopia, disertando lo spettacolo e lincontro.

Penso che si sia persa una grande occasione, professionale, sociale ed umana.

Grazie Paola.

Noemi Cacace e Paola Melone

  ore 11:18 [ ]
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11.01.2007

RITORNA PRESENTE INDICATIVO

PRESENTE INDICATIVO

SECONDA EDIZIONE

 

 

TEATRO ELICANTROPO - 10 e 11 gennaio 07

AUTI NOSTRO

Calciatori Fuori Campo

Reading teatrale per pallone, attori e musica.

Liberamente tratto dallomonimo libro di Ciro Fusco

Con Giuseppe Miale di Mauro e Antonio DAvino

Musica scritta ed eseguita da Giulio Fazio

A cura di Mario Gelardi

 

Ciro Fusco è un bravissimo ed agguerrito fotografo dellAnsa. Qualche hanno fa ha pubblicato un libro Auti nostro che , raccontava il calcio di strada dei ragazzini napoletani, attraverso sue fotografie e brevi racconti.

Una vera e piccola squadra di calcio fotografata con naturalezza e leggerezza attraverso gli occhi di chi quel calcio lha vissuto e giocato.

Le foto di Ciro Fusco sono pubblicate dai maggiori quotidiani e dalle principali riviste internazionali. Nel 1998, per le foto realizzate nei giorni della tragedia di Sarno, gli è stato assegnato il premio internazionale di giornalismo Ischia nella categoria Agenzie.

 

Interviene Ciro Fusco

 

 

TEATRO ELICANTROPO - 12 gennaio 07

MORIRE DI PACE

Dalla storia vera di Stefano Melone

di Sara Greco e Giancarlo Fares

Con Sara Greco - Chitarra classica Daniele Romeo

Regia Giancarlo Fares

 

La storia di una donna innamorata e sposa dun militare. Dun militare tradito dai propri ideali, lasciato morire per unassenza di verità. Ci sono battaglie che non finiscono, che continuano ad uccidere anche dopo lultimo colpo sparato. Ci sono guerre generatrici di  un nemico invisibile che uccide vinti e vincitori, un nemico della vita, qualsiasi forma di vita. Ci sono silenzi che vanno uccisi con la verità. Ci sono vite che vanno ricordate ad alta voce.

 Un militare è al servizio del cittadino, questo è quello che noi giuriamo Queste sono le parole di un ufficiale dellesercito italiano, di qualcuno che ha scelto di indossare la divisa per dare un senso alla propria vita.

 

Interviene Paola Melone, vedova di Stefano Melone,  intervistata da Noemi Cacace

 

Prima del maresciallo Diana, il danno biologico era stato riconosciuto al maresciallo Stefano Melone. Il maresciallo Melone è morto per un tumore dovuto probabilmente all'esposizione all'uranio impoverito e la vedova si è vista risarcire con 510 mila euro. «A mio marito - ha detto la signora - era stata riconosciuta la malattia per causa di servizio già nel momento in cui
era stato riformato dalla commissione medico-ospedaliera. Dopo un lungo calvario fra una clinica e l'altra, tutto a nostre spese, è morto l'8
novembre del 2001 all'Istituto nazionale dei tumori di Milano».
Il riconoscimento di danno biologico ottenuto dal maresciallo Melone
«ha aperto un precedente importante», ha sottolineato la vedova Melone.
Tanto che, soltanto qualche giorno dopo, è arrivato l'analogo pronunciamento da parte dell'Avvocatura dello Stato per il maresciallo Diana.Secondo Domenico Leggiero, coordinatore dell'Osservatorio militare, sono 276 i militari italiani malati di linfoma di Hodgkin e 34 i morti per la stessa malattia.

 

 

TEATRO ELICANTROPO - 13 e 14 Gennaio 07

FIGLIO DEL TRICOLORE

Adattamento teatrale di Antonello Cossia

da Contadini del Sud di Rocco Scotellaro

Materiali drammaturgici per uno spettacolo in divenire

lettura musicata

con Antonello Cossia, Raffaele Di Florio, Riccardo Veno.

 

Negli anni cinquanta il problema della disoccupazione raggiunge livelli di grave preoccupazione nei diversi ambiti sociali. In Sicilia un folto e numeroso gruppo di contadini, guidati da Danilo Dolci, intellettuale e insegnante, occupa un terreno di proprietà dello stato per dissodarlo, per renderlo coltivabile. Vengono tutti arrestati e processati.  Il processo sarà lungo e vedrà il coinvolgimento di un numeroso gruppo di personalità nellambito della cultura e della letteratura.

Rocco Scotellaro, scrittore di Tricarico (Potenza), in quegli stessi anni era vicino alle persone di questa operosa parte della società italiana del dopoguerra.

I personaggi descritti da Scotellaro, diventano gli imputati del processo

Unambigua figura di avvocato, illustra agli spettatori listruttoria-racconto, le parole di questi uomini ci riportano in un paese spesso dimenticato.

 

 

IL POZZO E IL PENDOLO - 15 Gennaio 07

ore 21.00

LA FERITA

Autori contro la camorra.

Seconda edizione

Di Fortunato Calvino, Mario Gelardi e Giuseppe Miale di Mauro, Giovanni Meola, Roberto Russo, Roberto Saviano ed un intervento di Maria Franco Docente IPM di Nitida.

 

La seconda edizione delliniziativa che ha visto uniti alcuni giovani autori napoletani. legati dallimpegno costante a raccontare Napoli e la camorra, dal loro personale punto di vista.

 

Interviene il Dott. Lucio Di Pietro, Procuratore Nazionale Antimafia aggiunto.

 

 

 

IL POZZO E IL PENDOLO - 16 gennaio 07

Ore 21.00

GROPPI DAMORE NELLA SCURAGLIA

di e con Tiziano Scarpa

ANNULLATA PER SERI MOTIVI DA PARTE DELL'AUTORE

 

IL POZZO E IL PENDOLO - 17 gennaio 07

Ore 21.00

LE DONNE DI VALERIA PARRELLA

Incontro con Valeria Parrella

Con la partecipazione di Tina Femiano e Daria DAntonio.

 

Valeria Parrella è nata nel 1974. Vive a Napoli in una bella casa colorata. La sua prima raccolta di racconti, mosca più balena, ha vinto il Premio Campiello opera prima 2004; Procida e Amelia Rossetti. Con Per grazia ricevuta sua seconda opera,  è entrata nella cinquina finale del Premio Strega 2005.

 

Intervista a cura di Noemi Cacace.

 

 

TEATRO ELICANTROPO - 18 e 19 gennaio 2007

ESTABIEN

Esplosione due

di e con Milena Costanzo e Roberto Rustioni

 

Estabien  e un lavoro che parte dalla necessita di confrontarsi con la realta contemporanea.

Estabien parla di questo mondo,in this world,il Cielo qui  e distante, raccontiamo la Terra.

Un  punto di vista assolutamente personale sulla volgare realta quotidiana,un percorso attraverso la nostra societa globalizzata.

Siamo saliti su un vagone che attraversava l'universo contemporaneo senza ben sapere dove si sarebbe fermato.

Durante il viaggio il lavoro si è nutrito e sviluppato delle fonti di riferimento più disparate.

Abbiamo lavorato sulle sabbie mobili, abbiamo archiviato azioni, parole, materiali,testi,musiche, immagini...

Abbiamo composto figure nate dalla sovrapposizione di veline, ogni velina una nuova difficoltà, un nuovo compito, un nuovo vincolo. Il disegno finale si regge su slittamenti continui.

 

IL POZZO E IL PENDOLO  - 19 gennaio 07

Ore 17.30

NEMMENO IL DOLORE

Con Adele Parrillo.

Intervista a cura di Conchita Sannino

 

Incontro con Adele Parrillo, compagna di Stefano Rolla, morto nel tragico attentato a Nassirya.

Ma la mia vita con te era avvenuta veramente, il nostro Amore, intendo, era accaduto o esisteva solo nella mia testa? Perché io venivo cancellata dalle liste dei tuoi parenti? La vita fin qui condotta, che io credevo giusta e corretta, non era stata tale? Cosa avevo fatto di sbagliato per essere cancellata dalla tua vita? Dov'era l'errore? Non poteva essere solo perché mancava una firma su un registro del Municipio. Le firme sulla nostra carne, quelle che mi facevo mattina e sera per avere un bambino, non contavano molto di più?"

 

 

 

TEATRO ELICANTROPO - 20 e 21 gennaio 07

ANTICA BABILONIA

missione di pace in zona di guerra

di Carmine Borrino

con Carmine Borrino

musiche originali Paolo Coletta

regia Roberto Azzurro

 

Dicono che le guerre le facciano i potenti.

Dicono che le guerre siano dolore.

Dicono, perfino, che le guerre non si dovrebbero fare.

Non dicono, però, i motivi reali per cui si fanno le guerre.

Non dicono nemmeno le date di inizio e di fine-guerra.

E non dicono mai, ma davvero mai, che le guerre si faranno sempre.

Dicono, poi, che un giovane carabiniere che fa la pace a Nassirya si ritrova,

suo malgrado,

in una cosa troppo più grande di lui.

E non dicono mai, neanche questo proprio mai,

che la Vita di un giovane carabiniere che,

partito per la Pace,

a Nassirya si rende conto di star facendo la Guerra,

è invece una cosa molto più grande di quella guerra che gli hanno fatto fare.

 

 

 

 

 

presenteindicativo@libero.it

 

 

TEATRO ELICANTROPO

Orario spettacoli feriali ore 21.00 domenica ore 18.30

Costo biglietto 5euro

 

Teatro IL POZZO E IL PENDOLO

Orario Incontri ore 21.00

Ingresso Gratuito.

  ore 09:47 [ ]
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19.12.2006

IDROSCALO 93

Pubblico di seguito la recensione del libro fatta da dramma.it
 
Idroscalo 93
morte di Pier Paolo Pasolini

di Mario Gelardi
Guida Editore - Napoli 2006

pagg. 53
 6,00

Utile, prima ancora che interessante, questo lavoro che Mario Martone commissionò a Mario Geardi nel 2003 per il suo progetto artistico dedicato a Pier Paolo Pasolini "Petrolio". Utile perchè, come tutto il teatro civile degno di questo appellattivo, non si limita a ricordare, a celebrare, a comunicare in forma più o meno teatrale un evento di cronaca della nostra epoca recente o meno recente, ma si incarica anche di dare un personale contributo per spiegare, dare una ragione allo svolgimento dei fatti narrati. Che la morte di Pasolini sia un mistero, o forse non lo è affatto ma lo sono invece i tentativi, riusciti piuttosto bene per la verità, di depistare l'accertamento della verità, è cosa risaputa da tutti. Che questo mistero possa essere legato a ben altri due "misteri italiani" come quello della morte di Enrico Mattei e della scomparsa del giornalista Mauro De Mauro, non è cosa di dominio pubblico. La prosa sobria e scorrevole di Gelardi, che attinge con abilità agli interrogatori e ai verbali dell'epoca, ci conduce in questo cammino squallido ma avvicente al tempo stesso facendoci porre delle domande che, qualsiasi persona "civile" dovrebbe porsi. Possibilmente cercando anche di trovare delle risposte. Prefazione di Mario Martone, postfazione di Giulio Baffi, direttore della collana teatro/testi di cui fa parte questo volume.


  ore 12:43 [ ]
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11.12.2006

MALAMADRE A PRAGA
Lo ammetto sono particolarmente emozionato nel partire per Praga. La mia non è una gita di piacere ma di lavoro (anche se spero di visitare la città), infatti un teatro di Praga metterà in scena a partire dal 15 dicembre, Malamadre (in lingua ceca Zlomatka) il testo con cui ho vinto il premio Flaiano nel 2002. Malamadre non è mai andato in scena in Italia ed è una storia ambientata a Napoli, sono davvero curioso di vedere come Peter Gábor ed il cast è formato da Smutná Jitka, Nekudová Tereza, Koreček Ivan, Zadrail Jan / Valenta Radek, metteranno in scena questo lavoro. Tutto questo lo devo ad una fantastica traduttrice, Marina Feltlova, che ha lavorato davvero sodo.

  ore 22:13 [ ]
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03.12.2006

DIARIO DI BORDO 4

Periodo lungo è difficile quello di queste tre ultime settimana.

Hanno debuttato due spettacoli di cui sono autore con Giuseppe Miale di Mauro, Quattro (ora al crt di Milano) e Lultima corsa di fre (ancora a Napoli al Theatre de Poche dal 20 dicembre).

Hanno ricevuto unaccoglienza decisamente diversa: Fred, è la ripresa di uno spettacolo di tre anni fa, ha fatto una bella turnè grazie a Vesuvioteatro, e viene sempre accolto con simpatia e calore dal pubblico e dagli addetti ai lavori. Senza dubbio più fredda è stata la risposta rispetto a Quattro (vincitore del Premio Ustica), toccare un tema coma la camorra, in questo preciso momento storico, è stuzzicare un vulcano che dorme. La scelta precisa poi, mia e di Giuseppe, di non fare uno spettacolo politico, ma sociale ha diviso molti.  Quattro per noi rappresenta la fotografia di un momento che la città viveva tre anni fa, per caso ci ritroviamo ora, a renderci conto che quella fotografia è specchio anche di questo momento.

La mia è una città perennemente in crisi, sempre in bilico su un baratro di fuoco, noi abbiamo voluto raccontare come la gente normale vive tutto questo, porre le domande, alla politica tocca dare le risposte. E per politica intendo anche quella fatta dagli intellettuali.

  ore 12:47 [ ]
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14.11.2006

In uscita il mio libro

Sono particolarmente contento di poter annunciare l'uscita del mio primo libro. Si tratta del testo di "Idroscalo 93" lo spettacolo su Pier Paolo Pasolini, nato all'interno del progetto Petrolio.
Il libro è pubblicato da Guida editore, ed ha la prefazione di Mario Martone e la post fazione di Giulio Baffi.
Spero vi faccia piacere leggerlo.

  ore 21:38 [ ]
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28.10.2006

QUATTRO AL TEATRO NUOVO DI NAPOLI

Un progetto decimopianeta

Quattro

Scritto da Mario Gelardi e Giuseppe Miale di Mauro

 

Con Dalia Frediani, Angela De Matteo, Daniele Russo, Bruno Tramice.

Scene Roberto Crea - Costumi Gianluca Falaschi

Regia di Paolo Zuccari

 

Progetto vincitore del premio Ustica per il teatro civile.

 

Quattro è un percorso di memoria che nasce dallinsostenibilità del dolore e dello sconcerto che fluttuano durante un funerale. Non è un funerale qualunque, è di quelli che strabordano rabbia e incredulità. Ma nonostante la presenza di una città sconvolta che solidarizza nello spaesamento generale la vera sensazione è quella di unincolmabile solitudine. Il dolore profondo in questo è implacabile. Non assomiglia mai a quello di un altro. Quel funerale è un incubo. E morta accidentalmente una ragazza di quattordici anni che si ritrovava in strada con le sue amiche, un agguato di camorra tra bande rivali lha chiusa in una trappola di proiettili. Ma questa è la fine della storia. Il funerale si squarcia e tutto riparte dallinizio, quando i nostri quattro personaggi erano ancora lontani da quel trauma, ignari di quel capolinea. Chi sono quei quattro?

Ada è Napoli, la strada, il rumore, la logorrea, il calore e la difesa ad oltranza di un sistema illegale, perché dietro quello ci sono solo miseria e isolamento. Stefania è una ragazza che nasce in uno dei quartieri più difficili della città, a dodici anni assiste a un triplice omicidio e da allora decide di lottare facendo linsegnante. Il suo obiettivo è accompagnare i giovanissimi ad una cultura di solidarietà e di superamento della rassegnazione. La sua strada sarà molto dura. Ciro è la casualità della vita senza speranza che la camorra chiama a sé per farne uno dei suoi tanti bracci funzionali. E un piccolo criminale che sopravvive grazie alla sua incoscienza. Suscita solo rabbia e indignazione, ma chissà se fosse nato in un altro luogo Giacomo è il napoletano cresciuto nellovatta del grembo borghese. Il padre primario lo ha segnato dal giorno in cui lo ha battezzato con lo sesso nome di quel Giacomo Leopardi a lui così caro. Come il poeta la sua sensibilità è troppa, è sinonimo di disagio, e per la sua carriera di medico e di uomo, Napoli è un grande mostro da affrontare senza armi. Si può impazzire di frustrazione sistematica, allora meglio scappare.

La ragazza morta, Annamaria, è quello che lega questi percorsi paralleli. Ada è sua zia, Stefania la sua insegnante, Ciro laccompagnatore del suo carnefice, Giacomo il medico del prontosoccorso che quella sera cercherà inutilmente di salvarle la vita.

La morte crudele e infame di Annalisa Durante, cui il testo si ispira, viene rimessa in vita attraverso la soggettiva di questi quattro personaggi, per riesumare uno di quei dolori che non vanno mai cancellati. Per questi dolori il tempo è un nemico. Per noi è un dovere, unavventura, ma soprattutto un orgoglio raccontare questa ingiustizia, consapevoli da subito che qualunque parola e qualunque spettacolo potranno solo avvicinarsi timidamente al baratro di vuoto che lascia nelle persone più care la morte accidentale di una giovane indifesa.

 

Paolo Zuccari

 

 

Motivazione della giuria del premio Ustica-Scenario.

QUATTRO

Attraverso una sapiente scrittura drammaturgica, si disegnano e si intrecciano diversi piani narrativi. Personaggi che non sembrerebbero destinati ad appartenere alla stressa storia uniscono i loro destini attorno a quello di una ragazzina uccisa per errore in una sparatoria di camorra, sullo sfondo di una Napoli satura di suoni e di odori, generoso e crudele, diversa e uguale a tutte le città che si fanno teatro di tragedie assurde. Ritratti umani tratteggiati con dolente pietas e asciutta spietatezza, sostenuti dallinterpretazione intensa dei quattro attori e dallottima scrittura dei due giovanissimi drammaturghi, per raccontare una storia della cronaca recente che, attraverso il teatro, diventa memoria della contemporaneità.

 

teatro nuovo di napoli dal 7 al 12 novembre

  ore 12:22 [ ]
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21.10.2006

DIARIO DI BORDO 3

A quasi una settimana dalla pubblicazione e dalla diffusione dellappello di solidarietà per Roberto Saviano, siamo a più di settecento firme.

Ottima risposta cè stata da parte degli artisti napoletani, ma sorprendentemente anche da nomi illustri, tra i tanti cito, Mario Martone, Bernardo Bertolucci, Marco Tullio Giordana, Dacia Maraini, Alessio Boni, Fabbrizio Giffuni, Sonia Bergamasco.

E ancora, Valia Santella, Marina Confalone, il trio Medusa, Roy Paci, Mimmo Lombezzi, il Teatro Nuovo, il Mercadante, il Teatro della cooperativa di Milano e , ovviamente tanti cittadini ed associazioni di molte città.

Molti i messaggi significativi che personalmente ho inoltrato a Roberto.

 

Ora permettetemi alcune note personali.

Lamicizia con Roberto, mi da la possibilità di comunicare, anche se con grande difficoltà, con lui. In questo momento chiede solo un po di pace, chiede di poter tornare a fare lo scrittore. Ovviamente vivere con la scorta ed isolato, ha cambiato radicalmente la sua vita.

Credetemi, in lui non cè nessuna smania pubblicitaria, in questo momento Roberto è un ragazzo che vive un momento difficilissimo ed io, come amico, non posso che stargli vicino.

 

  ore 11:17 [ ]
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15.10.2006

SOLIDARIETA' PER ROBERO SAVIANO

Credo sia davvero importante che in questo momento così delicato per la libertà di espressione, anche il mondo del teatro sia vicino a Roberto Saviano.

Vi chiedo come amico di Roberto, e sapendo quanto abbia bisogno di sentire, come scrittore ed essere umano, solidarietà per il momento di difficoltà che sta vivendo, di unire il vostro nome a questo appello e di farlo circolare il più possibile su internet.

 

Questo appello non è rivolto ad enti, uomini politico o simili, è per Roberto.

La solidarietà è per lui.

 

Roberto Saviano, autore di Gomorra, ha avuto per molti il torto di lavare i panni sporchi in pubblico. Di portare alla luce il fenomeno camorristico che in molti, intellettuali, politici e ovviamente criminali, avrebbero voluto passasse ancora una volta sotto silenzio.

Roberto ha aperto le finestre e si è messo a strillare contro chi ha ucciso ed uccide la sua terra, e non lo ha fatto solo scrivendo un libro, ma di prima persona, andando in piazza.

Non vogliamo che ci sia un altro Siani, un altro Impastato.

Vogliamo che Roberto abbia la possibilità di continuare a raccontare e a raccontarci, un problema che non riguarda solo noi campani, ma tutti gli uomini che vogliono dirsi onesti. Felice quel paese che non ha bisogno di eroi diceva Brecht.

Prendiamoci la responsabilità di rendere questo paese Felice allora.

 

Aggiungi il tuo nome.

ed invia a - decimo_pianeta@libero.it

 

 

  ore 14:46 [ ]
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10.10.2006

DIARIO DI BORDO 2

Sarà capitato anche a voi di incontrare qualcuno che aveva un piccolo potere e lo esercitava con arroganza, quasi con disprezzo verso gli altri. Non parlo solo in ambito teatrale, ma anche

nella vita quotidiana.

Mi è capitato di chiedermi, in questi casi, perchè queste

persone invece di farne una virtù del proprio potere, ne facevano un'arma. Ho sempre pensato che il rispetto degli altri dovesse

essere guadagnato attraverso l'autorevolezza, non l'autoritarismo.

Così non è, è chiaro, palese, è davanti agli occhi di tutti, anche più volte al giorno.

Per anni mi sono detto che io , semmai mi fosse capitato di arrivare in una situazione di piccolo potere, sarei stato diverso, io sarei stato democratico e non avrei mai riversato le mie frustrazioni sugli altri.

Ora so che non sarà così! Ora so che il percorso che porta al piccolo potere, è fatto dalle vessazioni subite, piccole mancanze

di rispetto quotidiane, che ci portano poi, ad alimentare

il nostro risentimento.

In ambito teatrale questo è costante, c'è un modo di essere "bilanciati" o meglio soppesati, continuo, tu lo sai, io lo so,

lo mettiamo in conto, ma quando questa valutazione, va a tuo discapito non per meriti o mancanza di qualità, ma solo per

mancanza di forza o potere, beh in questi casi il tuo risentimento verso chi ti sta attorno cresce.

Spesso cresce a tal punto che hai il bisogno vitale di liberartene, è l'unico modo apparente è riversarlo sugli altri.

Quindi, purtroppo, so che finirò anche io per essere uno di quegli stronzi dittatoriali, che trattano male tutti quelli che pensano soltanto, di mancarti di rispetto o considerazione.

 

  ore 10:18 [ ]
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